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Gennaio 2014 - Gnatologia


Situazioni di stress sempre più frequenti si riflettono in molti soggetti sulla funzionalità masticatoria con l'acquisizione di parafunzioni orali quali il digrignamento e il serramento diurno o notturno che causano l'usura dello smalto dei denti, la comparsa di cefalee muscolo-tensive e di disturbi a carico dei muscoli della testa, del collo ed eventualmente anche della colonna vertebrale.

Lo gnatologo si occupa della diagnosi e del trattamento delle patologie che coinvolgono l'articolazione tra la mandibola e il cranio in relazione con le altre parti del corpo. Durante la visita specialistica sono indagati i sintomi e le manifestazioni di disturbi muscolari e/o articolari della masticazione e i rapporti di causa-effetto tra l'occlusione dentale - ovvero il modo in cui si rapportano tra loro i denti superiori ed inferiori - e la muscolatura facciale e cervicale. A supporto dell'esame clinico del paziente (dolore, rumori e/o limitazioni nei movimenti funzionali della mandibola), il medico si avvale dell'utilizzo di esami di imaging (panoramica dentale, tomografia computerizzata e risonanza magnetica dell'articolazione tra il cranio e la mandibola) e di test strumentali quali l'elettromiografia di superficie (sEMG) per la valutazione neuromuscolare dell'occlusione dentale. La sEMG è un'analisi non invasiva che misura il lavoro del muscolo tramite elettrodi applicati sulla cute che li riveste. Il paziente è invitato a stringere i denti e quindi si registra il segnale elettrico proveniente dalla contrazione dei muscoli.

Il riscontro di problemi nell'occlusione dentaria con le eventuali ripercussioni sui muscoli del collo e la presenza di dolori articolari nell'apertura della bocca o durante le funzioni abituali di masticazione e deglutizione, consente di pianificare un trattamento adeguato che può comprendere ausili conservativi detti splint occlusali. A questo scopo si prendono due impronte delle arcate dentarie, si sviluppano i modelli in gesso e si costruisce un “bite” personalizzato sull'arcata inferiore, ritoccato direttamente nella bocca del paziente e controllato di nuovo con l'elettromiografia di superficie. Le modalità del trattamento (tipo di splint e durata) sono stabilite per il singolo caso.



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